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Suoni e Passi della tradizione Ed. undici

Suoni e Passinoidonne

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10 anni di Suoni e Passi Rufeno BiFolk Fest Programma

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INCONTRO CON MARZIO BREDA
“In questo progresso scorsoio non so se vengo ingoiato o se ingoio”: così Andrea Zanzotto ad apertura della ricca conversazione con Marzio Breda nel libro uscito a febbraio, In questo progresso scorsoio (Garzanti 2009). Un’occasione per approfondire insieme con un grande giornalista (inviato speciale del corriere della sera e saggista) le emergenze della modernità, i temi chiave del presente dentro un paesaggio che ereditiamo dal passato. Ci serviranno per sondare il futuro prossimo.

IL CONCERTO, RICCARDO TESI con Maurizio Geri, Claudio Carboni, Stefano Melone, Marco Fadda
Presente remoto, uscito per le edizioni “il manifesto” nel dicembre 2007, è l'album con cui Riccardo Tesi consacra trent'anni di carriera, da compositore e organettista. Concepito come una vera e propria “festa”, vi partecipano una trentina di musicisti (Gian Maria Testa, Ginevra Di Marco, Elena Ledda, Gabriele Mirabassi ecc). Le atmosfere spaziano dalla world music italiana al jazz alla canzone d'autore fino a sonorità più classiche interpretate da una formazione d'eccezione.

LA VEGLIA: CORO DEGLI ETRUSCHI, POETI A BRACCIO E PINO PONTUALI
Tutti insieme a veglia. Come un tempo. Per passare il tempo. Per recuperare senso e gioia di un tempo altro. Quello del mondo contadino. Tempo indiviso, di quando vita e lavoro erano una cosa sola. Tutto era lavoro. Poi c'era la festa. Non weekend né weekendisti dunque, non vite divise. Miseria ma anche meraviglia. Il ricamo dei racconti attorno al fuoco... i versi improvvisati dei poeti a braccio... le voci, gli strumenti, i canti della Maremma. Un organetto dalla Campagna Romana. Finisce in ballo. Tutti insieme. Con un omaggio di Viola Buzzi a Ivan Della Mea.

Viola Buzzi
Cantautrice, autrice di eventi culturali, dirige la rassegna Suoni e Passi della tradizione dal 1999. Ideatrice ed interprete dell’evento ‘100 uomini al giorno’ – a cinquant’anni dalla legge Merlin, che ha debuttato nel 2008 all’Auditorium di Roma, con Ascanio Celestini e Riccardo Tesi.
Vincitrice al Festival Musicultura 2004, ha cantato nell’ultimo album di Giorgio Gaber ‘Io non mi sento italiano’.


Andrea Zanzotto nato a Pieve di Soligo nel 1921, è il maggiore poeta della scena letteraria italiana contemporanea. Dai versi di Dietro il paesaggio (1951) a quelli di Sovrimpressioni (2001), Zanzotto analizza trasformazioni e degrado dell'ambiente e del paesaggio veneto, dei suoi dialetti, la fine del mondo contadino e delle sue tradizioni. Denuncia devastazioni e derive antropologiche causate dal trionfo del “progresso scorsoio”. Senza mai smettere di levare un inno alla bellezza della vita.

Marzio Breda è inviato speciale del Corriere della Sera. É autore del saggio La guerra del Quirinale (Garzanti 2006) dedicato alla transizione italiana durante le presidenze Cossiga, Scalfaro e Ciampi. Ha scritto la prefazione all’antologia poetica di Fernando Pessoa, Poesie (RCS 2004). Suo uno studio sulla ‘biblioteca di Tangentopoli’ per l’Almanacco Guanda 2008. Infine, a quattro mani con Andrea Zanzotto, In questo progresso scorsoio (Garzanti 2009).

Riccardo Tesi è compositore, organettista, ricercatore e autentico pioniere della musica etnica in Italia, nonché leader del gruppo Banditaliana. Dagli esordi nel folk al fianco di Caterina Bueno fino alle odierne collaborazioni, si è confrontato con le tradizioni musicali italiane, basche, inglesi, francesi e malgasce, oltre che con il jazz, il liscio e la canzone d’autore (fra gli altri Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber).

Il Coro degli Etruschi fu fondato alla metà degli anni Settanta da Morbello Vergari, il Woody Guthrie di Roselle, negli anni in cui il folk-revival filtrava lentamente fuori dai grandi centri urbani dando vita a nuovi imprevedibili sedimenti. Il Coro ripropone brani del repertorio del canto popolare maremmano insieme con un rigoroso lavoro di scavo, studio e recupero.

I poeti a braccio Marco Betti, Donato De Acutis, Emilio Meliani. Ragionano in versi. Discutono in performance. Offriranno “i reticoli del simbolico, dalla lingua ai gesti e forse alla stessa percezione: librati come ragnatele o sepolti, velati come filigrane” (Zanzotto) attraverso cui riflettere sul “presente remoto” e sulle sue derive mutanti. Ma in modi neo-popolari.

L'organetto di Pino Pontuali. Il musicista e menestrello laziale che soffia saltarelli nell'armonica a bocca. Tradizione come trasformazione incessante. Voce e suono che insieme proseguono, si tramandano, si assestano. La continuità delle forme guida la nuova danza.

Le poete. Sei grandi della poesia nazionale al femminile. Annamaria Ferramosca, Maria Teresa Ciammaruconi, Gabriela Fantato, Terry Olivi, Dona Amati, Elena Ribet.

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